
Pasta alla gricia: storia e identità di un grande classico della cucina laziale
Ci sono piatti che non hanno bisogno di presentazioni, ma solo di essere assaggiati: la gricia è uno di questi. Essenziale, intensa, irresistibile, è una di quelle ricette che dimostrano come bastino pochi ingredienti per creare qualcosa di memorabile. Il profumo del guanciale che sfrigola, il pecorino che avvolge la pasta, il pepe che chiude ogni boccone: ogni forchettata è un piccolo rito di gusto, semplice ma profondamente appagante. Le origini della gricia Le origini della gricia non sono del tutto certe, ed è proprio questo alone di dubbio a renderla uno dei piatti più affascinanti della tradizione laziale. Alcuni dicono che la gricia sarebbe legata a Grisciano, piccolo borgo in provincia di Rieti, non lontano da Amatrice; Un’altra spiegazione collega invece il nome al termine gricio: a Roma indicava alcuni venditori di pane e generi alimentari. Più incerta, invece, è l’ipotesi che fa derivare il nome da “griscium”, parola che indicherebbe un grembiule o un indumento da lavoro legato al mondo della farina e dei fornai dell’antica Roma. L’immagine più evocativa, la lega al mondo dei pastori: uomini abituati a stare lontani da casa per giorni, costretti a portare con sé pochi ingredienti semplici come pasta secca, guanciale e pecorino. Le caratteristiche della gricia Qualunque sia la sua vera nascita, una cosa è certa: la gricia racchiude l’anima più autentica e intensa della tradizione laziale, ed è considerata da molti la madre delle grandi paste romane. Viene considerata infatti la base dell’amatriciana, dalla quale si distingue soprattutto per l’assenza del pomodoro. Del resto, il pomodoro arrivò in Europa dal XVI secolo e cominciò a diffondersi nell’alimentazione italiana solo in seguito; mentre la carbonara è generalmente considerata una creazione molto più recente, collocata nel secondo dopoguerra. Gli ingredienti della gricia sono pochi, ma devono essere scelti con grande attenzione: Guanciale, preferibilmente di Amatrice, tagliato a listarelle o a cubetti Pecorino Romano DOP, dal sapore deciso e avvolgente Pepe nero, macinato fresco per sprigionare tutto il suo aroma A scelta si può decidere se utilizzare la pasta lunga come gli spaghetti o la corta come le mezze maniche o i rigatoni. Curiosità sulla gricia A Grisciano, piccolo borgo vicino ad Amatrice a cui molti fanno risalire le origini del piatto, si rende omaggio alla gricia ogni anno con una festa dedicata, generalmente nel mese di agosto. Il vero segreto di una gricia ben fatta si gioca tutto negli ultimi minuti: la mantecatura. La pasta, scolata al dente, viene ripassata in padella insieme al guanciale e al suo grasso, che diventa la base saporita del piatto. A questo punto entrano in gioco il Pecorino e qualche cucchiaio di acqua di cottura, aggiunti poco alla volta per creare una crema avvolgente e ben legata. All’Osteria del Ragno d’Oro questa tecnica è diventata una vera e propria firma. La prepariamo ogni giorno, con la stessa cura e attenzione. Se vuoi vedere il risultato, puoi sbirciare il nostro Instagram, ma il modo migliore è assaggiarla direttamente da noi. Prenota ora!


