Il 6 marzo si celebra l’Amatriciana Day, una giornata dedicata a uno dei piatti più iconici della cucina laziale e romana: la pasta all’amatriciana. Oltre a festeggiare una ricorrenza gastronomica questa giornata unisce tradizione, identità territoriale, memoria e patrimonio storico. L’Amatriciana infatti non è semplicemente una ricetta: è un vero racconto che parte dai monti del Lazio, attraversa Roma e arriva sulle tavole di tutto il mondo regalando un assaggio di quella che è la maestosità della bellissima capitale eterna.
Le origini: da piatto dei pastori a simbolo nazionale
Per comprendere davvero l’Amatriciana bisogna partire da Amatrice, borgo in provincia di Rieti, storicamente legato alla pastorizia e alla transumanza.
Prima della versione rossa che conosciamo oggi, esisteva solamente la gricia, considerata dunque la “madre” dell’amatriciana. I pastori preparavano questo piatto con ingredienti facilmente trasportabili e conservabili: guanciale stagionato, pecorino e pasta secca. Era una cucina povera ma estremamente saporita, basata su ciò che la terra e l’allevamento offrivano e che ancora oggi conserviamo e tramandiamo con amore.
è stato solamente con la successiva introduzione del pomodoro in Italia, tra XVII e XVIII secolo, che questa ricetta si evolse facendo spazio alla variante odierna. L’aggiunta del pomodoro trasformò la gricia nell’amatriciana, creando quel contrasto perfetto tra la sapidità del guanciale, la dolcezza del pomodoro e l’intensità del pecorino.
Il riconoscimento STG e l’Amatriciana Day
Il 6 marzo 2020 la ricetta tradizionale è stata riconosciuta dall’Unione Europea come Specialità Tradizionale Garantita (STG). Questo marchio tutela la preparazione autentica e stabilisce criteri precisi per ingredienti e metodo.
Il disciplinare prevede il solo utilizzo di:
- Guanciale (non pancetta)
- Pomodoro (pelato o San Marzano)
- Pecorino (preferibilmente romano DOP)
- Peperoncino
Quindi niente aglio e niente cipolla per la ricetta originale e tradizionale della tanto amata amatriciana.
La nascita dell’Amatriciana Day coincide proprio con questa data, a sottolineare l’importanza culturale del piatto e la volontà di proteggerne l’identità.
Le curiosità che (forse) non conosci
Bucatini o spaghetti?
La tradizione vuole i bucatini all’amatriciana, ma ad Amatrice si usano storicamente anche gli spaghetti. La scelta della pasta è da sempre oggetto di dibattito acceso tra puristi e romani doc…ma alla fine entrambe vanno bene.
Il guanciale: protagonista assoluto
Dire a un romano che pancetta e guanciale sono la stessa cosa equivale a commettere un’eresia.
Il guanciale non è un semplice ingrediente, è il cuore della ricetta. Deve essere rosolato lentamente per sciogliere il grasso e creare la base saporita su cui il pomodoro si lega perfettamente.
La differenza con la pancetta è sostanziale: consistenza, sapore e resa in cottura cambiano completamente, dando vita a due piatti praticamente diverse.
Un piatto che ha unito l’Italia
Dopo il tragico terremoto che ha colpito Amatrice nel 2016, l’amatriciana è diventata simbolo di solidarietà nazionale. In tutta Italia vennero organizzate iniziative per sostenere il territorio attraverso la preparazione e la promozione del piatto, secondo i valori del supporto e del calore umano, particolarmente essenziali in quel triste momento. Si è trattato di uno dei rari casi in cui una ricetta è diventata strumento concreto di aiuto e coesione.
L’Amatriciana a Roma: quando la tradizione diventa capitale
Sebbene le origini risalgano ad Amatrice, è a Roma che la pasta all’amatriciana ha trovato una diffusione straordinaria. Inserita stabilmente nei menù delle trattorie romane come il Ragno D’Oro, insieme a carbonara, cacio e pepe e gricia, viene oggi considerata uno dei pilastri della cucina capitolina.
La nostra versione tende a essere leggermente più “avvolgente”, con una maggiore mantecatura e una generosa spolverata di pecorino.
Si può quindi dire con estrema certezza che Roma l’ha accolta, reinterpretata con rispetto e resa una pietanza immortale.
Passeggiare tra le vie del Quartiere Prati assume tutt’altro sapore quando ti concedi un piatto generoso di pasta all’amatriciana. E qual è il posto migliore per gustarla, se non all’Osteria Ragno D’Oro?
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