Il Festival del Cinema di Roma: cuore pulsante d’autunno

Ogni autunno Roma si accende di luci, tappeti rossi e cinefili da tutto il mondo: dal 15 al 26 ottobre 2025 c’è la 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, un evento internazionale che trasforma la Capitale in palcoscenico sotto le stelle. Ma cosa c’entra un’osteria romana come la nostra con il cinema? Molto più di quanto immagini. Questo periodo rappresenta un’occasione perfetta per coniugare cultura, atmosfera e piacere del palato, per chi ama sedersi in una sala e poi sedersi a tavola. Il Festival Il Festival del Cinema, che si tiene all’Auditorium Parco della Musica, ha ospitato numerose sale di proiezione, eventi correlati, red carpet e incontri con autori e attori. Quest’anno, la Festa ha compiuto 20 anni: un anniversario celebrato con una programmazione ricca: oltre 150 titoli tra film, documentari, retrospettive, eventi “Best of” e proiezioni speciali. Partiti il 15 ottobre con “La vita va così” di Riccardo Milani, si è chiuderà  il 26 del mese. Il festival non resta confinato alla zona dell’Auditorium: gli eventi complementari si estendono in altri spazi culturali della città, coinvolgendo quartieri, sale d’arte, mostre e installazioni. Risulta chiaro che chi viene a Roma per il festival non cerca solo proiezioni, ma anche l’esperienza del “vivere Roma” e questo apre spazio al dialogo tra cinema e cibo. Cinema e cibo: una scena da vivere insieme Dopo una serata al cinema, non c’è nulla che scaldi il cuore come un piatto tipico romano. Un’amatriciana fumante, una carbonara ben tirata o un piatto stagionale con funghi: tutti offrono quel senso di radicamento, territorialità e convivialità che manca all’esperienza cinematografica in solitaria. Il cinema fa viaggiare, emozionare, riflettere. Il cibo fa la stessa cosa: ogni piatto ha una storia, un’origine, una cultura. Proporre piatti tipici è come offrire al pubblico una “scena extra”, un momento immersivo oltre la sala di proiezione. Consigli pratici per i visitatori del festival Il nostro locale si trova nel quartiere Prati: una posizione comoda per chi arriva da varie zone centrali. Prenota prima: nei giorni del festival molte sale, ristoranti e locali saranno pieni. Offriamo piatti caldi, tradizionali e porzioni “giuste” per chi non desidera mangiare in modo pesante prima di tornare in hotel o proseguire la serata. Se in questo periodo ti trovi a Roma per il Festival del Cinema, non lasciare che l’esperienza finisca alla sala cinematografica. Vieni a pranzo o a cena da Il Ragno D’Oro: ti aspettiamo con piatti tipici romani, atmosfera calorosa e la voglia di trasformare una serata di cinema in un ricordo indimenticabile. Prenota il tuo tavolo o chiedici il piatto di stagione da gustare mentre ti lasci ispirare dal grande schermo!

Piatti autunnali della cucina romana: sapori tipici da gustare

Con l’arrivo dell’autunno, Roma cambia volto: le strade si colorano di sfumature calde, l’aria si fa più frizzante e nelle tavole arrivano ingredienti di stagione che arricchiscono i piatti della tradizione. La cucina romana, famosa per la sua genuinità e intensità di sapori, trova proprio in questa stagione un alleato perfetto per piatti ricchi e avvolgenti. Scopriamo insieme diversi piatti autunnali tipici romani, alcuni dei quali potranno essere gustati a Il Ragno d’Oro, la storica osteria di Prati. 1. Funghi e pasta fresca: un binomio irresistibile I funghi porcini e gli champignon sono protagonisti indiscussi delle ricette autunnali romane. In genere sono abbinati a tagliatelle fresche o a un ricco risotto, profumato e cremoso, che racconta i sapori del bosco (dove è sempre piacevole fare una bella passeggiata durante le fresche giornate autunnali). 2. La cicoria ripassata: contorno romano per eccellenza L’autunno porta in tavola verdure dal carattere deciso, la cicoria ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino è uno dei contorni più amati a Roma: amara al punto giusto, perfetta per accompagnare secondi di carne come la coda alla vaccinara o la trippa. 3. Coda alla vaccinara: il comfort food romano Se c’è un piatto che sa di autunno è proprio questo: la coda alla vaccinara, lenta da cucinare e ricca di sapori, è uno stufato di carne accompagnato con verdure e un tocco di cacao amaro. Un classico della cucina povera romana che oggi conquista i palati di chi cerca piatti autentici e senza tempo. 4. Patate al forno e abbacchio: l’accoppiata vincente Le patate arrosto sono protagoniste delle tavole romane in ogni stagione, ma in autunno accompagnano alla perfezione uno dei secondi più iconici: l’abbacchio al forno. Un piatto che unisce la tenerezza della carne al profumo delle erbe mediterranee…semplicemente unico, provare per credere! 5. Zucca: dolcezza, colore e versatilità  L’autunno porta con sé il ritorno della zucca nei banchi del mercato e nelle cucine romane: un ingrediente che con il suo colore caldo e il sapore dolce-terroso riesce a trasformare piatti semplici in esperienze confortanti. Anche se non ci sono piatti antichissimi con la zucca documentati come parte inderogabile della tradizione romana più arcaica, negli ultimi decenni questo prodotto è entrato stabilmente nel repertorio romano di stagione, abbinato a formaggi, pasta, erbe aromatiche e spesso reinterpretato con tocchi moderni, pur rispettando il carattere rustico della cucina romana. Alcuni esempi di piatti classici rivisitati: l’intramontabile cacio e pepe con zucca e gli gnocchi romani. Questi ultimi sono preparati con semolino con aggiunta di zucca. 6. Zuppe di legumi: tradizione e calore Con il primo freddo, non può mancare una calda zuppa di fagioli o di ceci, spesso arricchita con pasta corta o con crostini di pane casereccio. Ricette semplici e intramontabili che riscaldano il corpo e lo spirito, proprio come vuole la cucina romana delle origini. 7. Dolci e frutta autunnali Per concludere in dolcezza, la tradizione romana propone le caldarroste, da mangiare tostate o come parte integrante di torte o lieviti, magari accompagnate da un bicchiere di vino novello. Un abbinamento che profuma di feste popolari e richiama il senso di comunità tipico delle osterie, per calarsi in un’atmosfera speciale. Inoltre nella nostra osteria, potrete trovare un dessert perfetto per questa stagione: il sorbetto ai cachi, con aggiunta di panna e scaglie di cioccolato fondente. L’autunno romano è un invito a tavola: piatti caldi, genuini e legati alla tradizione che trovano nuova vita anche nella cucina del Ragno d’Oro. Se sei a Roma e ti trovi nel quartiere Prati, passa a trovarci: ti aspetta un menù genuino che profuma di storia e convivialità. Contattaci subito per prenotare in anticipo il tuo tavolo!

I dolci di Pasqua a Roma e nel Lazio

I dolci di Pasqua a Roma e nel Lazio

Il gioioso periodo pasquale si avvicina e con esso le tavole si riempiono di leccornie. In questo articolo vedremo quali sono i dolci di Pasqua a Roma e nel Lazio, che da sempre regalano gusto e colore a questa importante festività rendendola ancora più magica e caratteristica. Pizza dolce romana Anche meglio nota come pizza cresciuta, si tratta non di una vera e propria pizza, ma di una torta alta e soffice, la cui preparazione richiede minimo due giornate e tanta pazienza. Presente anche nella sua versione salata, in questo spazio ci dedicheremo alla descrizione della versione dolce, con il suo particolare gusto alla cannella e la presenza di agrumi canditi.  Ogni famiglia tuttavia dispone del suo asso nella manica per la preparazione di questa pietanza tipica del territorio laziale, infatti in alcune sue versioni possiamo trovare l’anice in semi, la noce moscata e/o liquori come l’alchermes o il maraschino. In ogni sua variante rimane comunque un dolce molto amato e immancabile durante questo periodo festivo.  Pizza sbattuta Arriviamo dunque alla seconda pizza dolce tipica del territorio romano, ma anche in questo caso non si tratta di una vera pizza. La pizza sbattuta prende questo nome dalla sua lavorazione, infatti si tratta di una torta molto soffice e leggera priva di lievito, perfetta per essere accompagnata da creme dolci o uova pasquali al cioccolato. Per darle forma è necessario sbattere le uova e lo zucchero per molto tempo, almeno un’ora, in modo da ottenere un composto spumoso e chiaro al quale di solito si aggiunge un po’ di scorza di limone e zucchero a velo per concludere in bellezza.  Tortano di Pasqua Si tratta di una variante della torta pasquale del basso Lazio, decorata esternamente con una glassa a base d’albume e zucchero chiamata “naspro”, guarnita secondo le proprie preferenze con zuccherini colorati e confettini. Il tortano è un dolce lievitato per ore che, ad esclusione della glassa, rimane poco dolce. Infatti il sapore caratteristico è dato dalla presenza dei semi di anice nell’impasto e il liquore.  Presente anche nella sua variante con forma tipica a ciambella chiamata tortero di Lenola, alla quale solitamente non vengono aggiunti gli zuccherini esterni.  Torta Pasqualina Verso Anagni troviamo invece la torta pasqualina, simile a una crostata farcita: questo tipico dolce della Ciociaria presenta una frolla esterna fragrante e un morbido ripieno di ricotta, rhum e alchermes.   In conclusione, quando la Pasqua si avvicina il Lazio viene travolto dai sapori e gli odori di questi splendidi dolci, parte integrante della tradizione. Infatti, quelli da noi elencati in questo articolo sono solamente alcuni tra i più conosciuti, ma vi invitiamo a esplorare questa regione ricca di storia e cultura per scovare altre varianti, simili negli ingredienti ma diverse nella forma e nella storia.

Le verdure di marzo

le verdure di marzo

La primavera è in arrivo e con essa una piacevole aria di cambiamento, che si riflette anche nella scelta delle materie prime. In questo articolo andremo a vedere quali sono le verdure di Marzo e in che modo possono essere usate in cucina. Carciofi Popolari nella cucina romana, i carciofi sono tra i protagonisti assoluti di questa stagione. Con il loro gusto inconfondibile, possiedono molti effetti benefici per diverse aree del corpo umano. Sono infatti ricchi di fibre e contribuiscono alla regolarità intestinale favorendo la digestione. In aggiunta contengono potassio, sostengono la salute cardiovascolare e rafforzano il sistema immunitario grazie alla presenza di vitamina A, B e C e K. Versatili e gustosi li troviamo in tante ricette e a Roma non si può non provare la loro celebre variante “alla Giudia” la quale prevede una croccante frittura, che li rende perfetti sia come antipasto che come contorno o secondo di verdura. Per scoprire di più sull’importanza di questa verdura nella tradizione romana leggi il nostro articolo dedicato! Asparagi Ricchi d’acqua, vitamine A, C e E e sali minerali, poveri di grassi e privi di colesterolo, gli asparagi si fanno spazio in primavera, pronti più che mai a rendere gustosissime molte delle vostre pietanze. Così come i loro cugini carciofi, sono un alimento da introdurre nella propria dieta per i numerosi benefici che sono in grado di apportare alla vostra salute. Come anticipato poc’anzi, questa verdura ha un importante potere diuretico che la rende particolarmente consigliabili per chi soffre di pressione alta e problemi di cuore; inoltre è molto importante per la salute dei muscoli e contribuisce a contrastare la formazione di cellulite. A Roma gli asparagi sono un ingrediente essenziale per la corretta riuscita della Vignarola Romana: si tratta di un tipico piatto a base di ortaggi freschi tra cui troviamo anche i già citati carciofi, insieme a fave, piselli e lattuga romana. Per gli amanti dei sapori forti è possibile arricchirla con del guanciale e una sfumata di vino. Questa ricetta è perfetta come contorno, secondo o si presta bene anche come un valido condimento per la pasta. Verdure amare Tra le verdure di stagione troviamo anche quelle amare, come la cicoria o le puntarelle. Queste portano con sé una notevole quantità di proprietà benefiche: sono utili per la regolazione delle quantità di zucchero nel sangue, nella digestione e contro la stitichezza, essenziali per il corretto funzionamento del fegato, rafforzano il sistema immunitario e sono ricche di vitamine, minerali e antiossidanti.  Ma come si comportano in cucina? Le verdure amare primaverili sono ideali come contorno, leggermente ripassate in padella o alla griglia con un goccio d’olio in grado di esaltare il loro gusto unico e pungente, ma è possibile trovarle in molte ricette o in abbinamento ad altre materie prime come accade con le acciughe nel caso della tipica insalata romana di puntarelle.  Vi aspettiamo tutti i giorni al Ragno D’Oro dove potrai gustare alcune di queste ricette che ogni giorno prepariamo con tutto l’amore e la cura prevista dalla tradizionale cucina romana.  Contattaci subito per prenotare il tuo tavolo!

Piatti natalizi romani: come trovarli nella tradizione

piatti tipici natalizi

Il Natale si avvicina e come ogni anno è buona tradizione passare questi momenti in famiglia, davanti ad una grande tavola apparecchiata a dovere, circondati da tombole, risate e parenti.  A Roma c’è una lunga tradizione di prelibatezze culinarie che proprio non possono mancare e, sebbene ormai esistano molte rivisitazioni, queste origini mantengono salde le loro radici in ancora molte abitazioni.  In questo articolo vi parleremo degli inimitabili piatti natalizi romani, preparatevi ad avere l’acquolina in bocca!   Il cenone della Vigilia Come da tradizione, la carne è abolita il 24 Dicembre, ma non temete: per l’occasione la cucina romana prevede comunque degli ottimi piatti a base sia di pesce che di verdure.  Partendo con gli antipasti non può di certo mancare la frittura, solitamente di broccoli e carciofi, elementi presenti in ogni declinazione nei piatti romani, mentre per il pesce troviamo la frittura di calamari e talvolta anche di gamberi (spesso presentata anche come secondo piatto) e la frittura di baccalà.  Un piatto tipico e immancabile è poi il brodo di arzilla con pasta e broccoli: un pesce non così frequentemente usato ma che è tuttavia molto apprezzato in questo pasto così caldo, corposo e gustoso, in grado di mettere d’accordo grandi e piccini. Segue poi come primo un bel piatto di spaghetti alle vongole veraci.   Come contorno invece vediamo protagonista l’insalata di puntarelle con condimento di aglio, olio e filetti di acciuga i quali rendono questa verdura particolarmente apprezzata e adatta all’accompagnamento dei piatti sopracitati, o per chi ha ancora spazio per qualcosa di meno leggero anche broccoletti e cicoria ripassati rimangono sempre un’ottima opzione. Il pranzo di Natale C’è solamente una portata che può aprire le danze del pranzo del 25 Dicembre: la stracciatella. Non di certo un gusto di gelato, si tratta altresì di un brodo di carne (solitamente gallina) con uovo sbattuto, pepe, sale, parmigiano, noce moscata e scorza di limone in grado di attribuirgli un sapore unico e speziato.  Tra i primi troviamo invece i cannelloni al forno con ripieno di carne o ricotta e spinaci a seconda dei gusti, lasagne o fettuccine all’uovo, rigorosamente fatte in casa, con ragù di carne.  Un secondo piatto che non può assolutamente mancare sono le costolette di abbacchio fritte, o in alternativa per chi vuole diminuire la quantità di cibi fritti, l’abbacchio allo scottadito con contorno di patate al forno.  I dolci natalizi Pensavate fosse finita qui? Chiaramente no e non potevamo di certo tralasciare i dolci.  Tra i più antichi troviamo il pangiallo, che trova le sue origini nell’Antica Roma e più precisamente durante l’età imperiale, ottenuto tramite l’impasto di frutta secca, miele e cedro candito, scorza di arancia e limone, sottoposto poi a cottura e ricoperto da uno strato di pastella. C’è poi similmente il panpepato, composto anch’esso da frutta secca, arancia e aggiunta di cacao o per gli amanti dei biscotti secchi i tozzetti romani, simili ai cantucci, composti da frutta secca e spezie varie come la cannella.   Il Natale senza del buon cibo in tavola non è sicuramente la stessa cosa, avere la possibilità di gustare queste prelibatezze circondati dal calore degli affetti è ciò che contribuisce a rendere questa festa così magica. Speriamo di avervi ispirato con questi piatti natalizi romani!  Vi aspettiamo al Ragno d’Oro!  

Il ragù di carne: dove trovarlo nei piatti della cucina romana

ragù

Il ragù di carne è certamente uno dei piatti più amati della tradizione culinaria italiana, facilmente associabile al tepore di una casa e un pranzo domenicale in famiglia.  Da quello bolognese, a quello napoletano, ad ancora quello pugliese, sono tante le varianti regionali che tuttavia ne conservano sempre il fulcro, composto da carne cotta per molte ore nella passata di pomodoro.  Le origini L’etimologia del termine nasce dal francese ragoût, che sta a indicare una pietanza medievale di carne stufata, usata in origine come accompagnamento ad altri piatti. Portato in Italia già intorno al 1300 con la proclamazione del Papa da Avignone al Vaticano, il piatto è stato successivamente assimilato e rivisitato fino alla ricetta a noi oggi nota, diventando principalmente un condimento per diversi tipi di pasta.  La prima variante è stata quella napoletana, avvenuta nel 1773 ad opera di Vincenzo Corrado, che tuttavia risentiva ancora dell’influenza francese, rendendolo più simile a uno spezzatino o brasato; motivo per cui la vera origine di quanto oggi ci è familiare si attribuisce alla versione bolognese del 1891, ufficializzata dalla prima ricetta scritta da Pellegrino Artusi che prevedeva ingredienti come: carne di vitello, sedano, cipolla, carota, pancetta di maiale, aggiunta di brodo in cottura e alle volte il latte. Solamente nel primo decennio del ‘900 siamo tuttavia arrivati all’attuale ricetta con l’introduzione della passata di pomodoro come ingrediente essenziale, sfumatura di vino e la sostituzione dei maccheroni con le tagliatelle.  Il ragù nella cucina romana Ad oggi quasi ogni regione della penisola vanta le sue rivisitazioni e diverse applicazioni dell’iconico ragù e la nostra amata capitale non è di certo da meno.  In questo articolo vi parleremo di tre pietanze romane che rendono omaggio al ragù di carne in modo decisamente originale e fedele alla tradizione.  Rigatoni al sugo di coda di vaccinara In origine un piatto povero e popolare, oggi la coda alla vaccinara fa parte a tutti gli effetti della tradizione romana più tipica ed è qualcosa che va assolutamente provato se ci si vuole immergere realmente nei sapori della tradizione. Similmente al classico ragù, affinché acquisisca morbidezza, la carne di coda si lascia cuocere in una passata di pomodoro speziata con ingredienti come il sedano e i chiodi di garofano, per circa sei ore. L’accompagnamento ai rigatoni è perfetto, poiché questa tipica tipologia di pasta romana è particolarmente adatta ad accogliere condimenti densi e corposi e per finire si usa una spolverata di pecorino dal sapore intenso e pungente. Lasagna alla romana Anche lei perfetta per un pranzo domenicale in famiglia, vi sveliamo tuttavia che non esiste un solo modo per preparare la lasagna, poiché a Roma esiste una ricetta tutta tipica (ed è comunque buonissima). Dimenticatevi della besciamella, in questa ricetta è la mozzarella a prendere il suo posto e il sugo risulta più ricco di pomodoro, mentre il ragù di carne rimane uno degli elementi chiave per rendere questo piatto una vera prelibatezza, composto da: carne macinata, cipolla, sedano, carota, passata di pomodoro, olio e sale. Supplì  Da non scambiare con le arancine, il supplì romano è un’iconica polpettina di riso dalla forma allungata e fritta, un perfetto street food o antipasto. Anche in questo caso il suo nome prende origine da surprise, termine spesso esclamato dai soldati francesi di occupazione Napoleonica di fine 700, i quali dopo il primo morso rimasero ammaliati dalla scoperta del contenuto filante, nascosto dalla croccante panatura esterna: composto da riso per l’appunto, mozzarella e chiaramente il nostro protagonista ragù di carne. Immergiti nella tradizione Se ti abbiamo incuriosito con queste prelibatezze della tradizione allora ti invitiamo a provare alcuni di questi piatti, e molti altri, al Ragno D’Oro in Via Silla, 26 (RM).  Contattaci subito per prenotare il tuo tavolo!